Se hai iniziato a leggere le etichette dei dentifrici o dei chewing gum "naturali", probabilmente ti sei imbattuto in un nome lungo e tecnico: nano-idrossiapatite. Dietro questo termine si nasconde una delle scoperte più interessanti dell'odontoiatria moderna. Ecco tutto quello che devi sapere.
Cos'è l'idrossiapatite?
L'idrossiapatite è un minerale a base di calcio e fosfato. Non è una sostanza estranea al tuo corpo: il tuo smalto dentale è composto per circa il 97% da idrossiapatite, e anche le tue ossa ne sono ricche. La versione "nano" è semplicemente costituita da particelle abbastanza piccole (su scala nanometrica) da comportarsi in modo simile ai cristalli naturali del dente.
💡 Lo sapevi? L'idrossiapatite sintetica fu sviluppata originariamente dalla NASA negli anni '70 per aiutare gli astronauti, che in assenza di gravità perdevano minerali da ossa e denti. In Giappone è approvata come agente anti-carie da decenni.
Come ripara lo smalto?
Ogni giorno lo smalto subisce cicli di demineralizzazione (gli acidi di cibo e bevande sciolgono i minerali) e rimineralizzazione (la saliva prova a restituirli). Quando la bilancia pende troppo verso la demineralizzazione, compaiono micropori, sensibilità e macchie: la carie iniziale.
La nano-idrossiapatite interviene proprio qui. Essendo bioidentica allo smalto, il corpo la riconosce come propria: le particelle aderiscono alla superficie del dente, riempiono i micropori e si legano allo smalto esistente per deposizione epitassiale, ricostruendo una struttura simile a quella naturale. È il principio della rimineralizzazione biomimetica: imitare ciò che il dente fa già da solo, ma con più materiale a disposizione.
Quali sono i benefici?
- Rimineralizza le lesioni iniziali dello smalto
- Riduce la sensibilità dentale occludendo i tubuli dentinali
- Rende la superficie più liscia, con un effetto sbiancante graduale e naturale
- È sicura e priva del rischio di fluorosi associato a un eccesso di fluoro
Cosa dice la scienza?
Uno studio clinico randomizzato in doppio cieco durato 18 mesi (Frontiers in Public Health, 2023) ha mostrato che un dentifricio all'idrossiapatite previene la carie negli adulti. In uno studio su bambini (BDJ Open, 2019) si è dimostrato non inferiore al fluoro. Diverse ricerche riportano tra il 17% e il 56% di carie in meno con l'uso regolare su 1–3 anni.
Nano-idrossiapatite in un chewing gum
Holariss™ porta la nano-idrossiapatite dove serve, quando serve: dopo i pasti, direttamente sulle superfici dentali. Due pezzi al giorno, la tua finestra di rimineralizzazione quotidiana.
Scopri Holariss →Fonti: Frontiers in Public Health (2023); BDJ Open (2019); meta-analisi PMC (2022). Articolo informativo, non sostituisce il parere del dentista.